Le terapie per il trattamento delle OSAS saranno ovviamente specifiche di caso in caso. Uno dei metodi più frequentemente utilizzati è l’impiego di un macchinario che aiuta a respirare in maniera fluida durante il sonno. La macchina CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) consiste in un compressore che, applicato con una mascherina collegata ad un tubo su naso e bocca, genera un flusso d’aria costante che va a contrastare l’ostruzione generata dai muscoli eccessivamente rilassati delle pareti dell’apparato respiratorio, creando una via aerea libera.

Esistono diversi tipi di apparecchi:

  • C-PAP (Continous Positive Airway Pressure) fornisce una pressione positiva costante rispetto alla pressione atmosferica.
  • A-PAP o Auto-PAP (Automatic Positive Airway Pressure) fornisce automaticamente al paziente una regolazione, della pressione, impostandola sul valore minimo necessario a mantenere libere le vie aeree respiro, offrendo al paziente la giusta pressione richiesta in quel dato momento, evitando i compromessi derivanti dalla pressione fissa.
  • V-PAP o B-PAP (Variable/Bilevel Positive Airway Pressure) fornisce due livelli di pressione, uno all’inspirazione e uno, inferiore, all’espirazione

Vi sono inoltre quelle composte anche da un umidificatore o da un “ramp” che permette al paziente di prendere sonno più facilmente in quanto diminuisce temporaneamente la pressione.

Per quanto questa macchina aiuti a evitare apnee ostruttive, vi è  un’alta percentuale di abbandono della terapia o comunque di lamentele nel dover usare costantemente questo macchinario. Il suo utilizzo può infatti presentare diversi inconvenienti: la scomodità di dormire con una maschera sul viso non permette un sonno di alta qualità, il non sentirsi liberi di muoversi tranquillamente durante il sonno e infine il fastidio del rumore, per quanto lieve, del flusso d’aria che deve essere erogato. Senza contare che il tutto potrebbe influire sulla vita di coppia!

Molti pazienti abbandonano quindi la terapia del CPAP: i disturbi che ne derivano superano quasi il disagio derivato dall’apnea. Basti pensare a un paziente che per lavoro deve viaggiare molto: deve sempre calcolare l’ingombro di una macchina e se dorme con un collega… il pensiero di aver bisogno di un macchinario che produce continuamente rumore e disturba il sonno altrui, toglie ogni tipo di relax necessario per riposare!

Altri denunciano un’eccessiva secchezza della gola al risveglio, causato dal flusso continuo di aria erogato in bocca

Insomma spesso non si riesce a scendere a compromessi con l’utilizzo di questa apparecchiatura e i paziente cercano altre soluzioni al proprio problema: troppe sono le scomodità che derivano dall’utilizzo e si va in cerca di qualcosa che aiuti a risolvere definitivamente la sindrome.